Conoscere i traumi con “T” maiuscola da quelli con la “t” minuscola

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Traumi con la t maiuscola e minuscola ‐ I traumi possono essere legati a relazioni
traumatiche, soprattutto se vissute in età infantile e all’interno della famiglia. In psicologia è sempre stato importante identificare e focalizzarsi sugli eventi di vita
traumatici o con un grande impatto emotivo per capire i fattori che hanno contribuito allo sviluppo della patologia o disagio, che porta il paziente in terapia. Le terapie focalizzate sul ricordo come quelle ad esposizione immaginativa TCC, EMDR o EMI si focalizzano sulle esperienze traumatiche che hanno contribuito a sviluppare la patologia o il disagio presentato dal paziente. Il ricordo traumatico viene trattato terapeuticamente. Per spiegare meglio le conseguenze del trauma la Shapiro madre dell’EMDR scrive: “Chi soffre di PTSD cerca di evitare tutto ciò che gli ricorda l’evento traumatico, ma i pensieri che lo riguardano continuano comunque a comparire quando meno se l’aspetta. È evidente che nel cervello di tali persone l’esperienza negativa è immagazzinata in un modo altamente disturbante.
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Così, quando un veterano con PTSD ripensa a quanto gli è accaduto tre anni
prima in Iraq o in Afghanistan, lo può sentire nel proprio corpo, con i pensieri e le immagini presenti al momento dell’evento.

Questo perché la memoria è multisensoriale.

Un marine che ha partecipato a diverse missioni ed è stato testimone di molte perdite umane può essere

ossessionato da una morte in particolare. Quando ci pensa prova lo stesso senso di
impotenza, lo stesso dolore, lo stesso cordoglio e la stessa rabbia provati all’epoca, per cui reagisce nei confronti del mondo circostante con quelle emozioni.

In modo simile, se una persona violentata un anno fa o molestata cinquant’anni fa ha un PTSD, per lei il passato è ancora presente. Quando pensa a quello che le è successo, le sembra che tutto avvenga di nuovo, oppure le capita di provare paura e angoscia in presenza di certe persone o in certi luoghi.

Tuttavia, indipendentemente dall’epoca in cui ha avuto luogo l’evento e dalla cronicità dei sintomi, non è detto che il PTSD debba essere permanente.

Su questo punto i risultati della ricerca sono chiari. Un altro elemento importante è che, benché una diagnosi formale di questo disturbo presupponga un trauma maggiore, come l’aver subito una rapina o una violenza, recentemente un gran numero di studi ha dimostrato che le esperienze della vita quotidiana, come i problemi di coppia o quelli di disoccupazione, possono produrre esattamente lo stesso numero di sintomi o meglio direi sindrome del PTSD, e talvolta di più.

SOCIETA'EUROPEA PER LO STUDIO DELLO STRESS
Questa scoperta contiene importanti implicazioni per noi tutti: dimostra che non esiste
una linea di demarcazione netta tra tipi di eventi, né tra sintomi. Come a coloro che
soffrono di PTSD, qualche volta è capitato a tutti di sentirsi ansiosi, spaventati, nervosi o
isolati dagli altri, di avere pensieri di cui è difficile sbarazzarsi, sensi di colpa o sogni
disturbanti.

Per qualcuno si tratta di reazioni basate sulla situazione del momento, per cui quello di cui hanno bisogno è riflettere e trovare le informazioni necessarie ad affrontarla. In altri i sintomi si dileguano non appena la situazione cambia. Ma in molte persone si presentano spesso oppure senza alcun motivo apparente.

Generalmente ciò segnala l’esistenza di ricordi non elaborati sottostanti, che di quei sintomi sono la causa. Tali ricordi possono essere identificati e trattati.

Pertanto è utile tener presente che, qualunque sia l’emozione, la convinzione o il comportamento negativo persistente che da tempo ci affligge, non è la causa della sofferenza, ma il sintomo.

La causa è probabilmente il ricordo o le esperienze sfavorevoli avuti nella infanzia che scatenano queste reazioni.

Alla base dei sintomi negativi come della salute mentale ci sono i ricordi. Ciò che fa la differenza è il modo in cui sono stati immagazzinati nel cervello. Se non sono stati elaborati, possono spingerci a reagire in maniera eccessiva o a comportarci in un modo che danneggia noi e chi ci sta vicino. Se invece sono stati ‘elaborati’, ci permettono di avere reazioni adeguate che vanno a beneficio nostro e di chi amiamo.”
Dr. Elton Kazanxhi

Adattato è

tradotto per l’associazione AIPA Italia e EMI Italy

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