Alle famiglie affette da lutto dovrebbe essere offerta l’opportunità di visitare il sito della morte dopo il terrore.

È ben documentato che la perdita di una persona cara in un incidente terroristico può avere conseguenze significative e durature per la  propria salute mentale  (Norris & Wind, 2009). Norris, FH , & Wind, LH ( 2009 ).

imagesÈ quindi necessario acquisire maggiori e migliori conoscenze su come possiamo aiutare le famiglie in lutto a far fronte alla loro perdita.  Molti  studi hanno anche dimostrato che i rituali  “visite”  continue al cimitero o luoghi dove sono avvenuti gli incidenti, possono ridurre l’ansia e alleviare il dolore aiutando i familiari a riacquistare una sensazione di controllo (Brooks et al.,2016) Brooks, AW , Schroeder, J. , Risen, JL , Gino, F. , Galinsky, AD , Norton, MI , & Schweitzer, ME ( 2016 ).  Norton & Gino,2014 Norton, MI , & Gino, F. ( 2014 ).

Lo Studio

Dopo l’attacco terroristico del 2011 sull’isola di Utøya, è stata organizzata una visita collettiva per le famiglie in lutto.  Come già ribadito non   si hanno informazioni  riguardo al fattore di visitare  oppure no i luoghi dove un proprio   famigliare ha perso la vita. Non sappiamo se visitare tali loghi per chi è  in lutto possa beneficiare di tali visite.

Nello studio effettuato l’obbiettivo si proponeva  di esplorare come le famiglie in lutto hanno vissuto visitando il sito della morte dopo l’attacco terroristico del 2011.

Metodo. Come parte di interviste approfondite, a 22 genitori e 16 fratelli è stato chiesto se avevano visitato Utøya e, in tal caso, come hanno vissuto la visita. Le risposte dei partecipanti sono state analizzate utilizzando l’analisi tematica.

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Risultati. I risultati hanno mostrato che per la maggior parte dei casi in lutto, visitare Utøya era stato importante per elaborare la propria perdita. Sono emersi tre temi chiave su ciò che consideravano importante durante la visita: “vedere il  luogo della morte”, “cercare informazioni sull’accaduto” e “imparare a conoscere l’isola”. Questi fattori erano associati a delle reazioni sane di adattamento  (ad esempio accettando la realtà della perdita, aumentando la chiarezza cognitiva) ma attivavano   anche reazioni angoscianti (ad esempio pensieri intrusivi, immagini  e ricordi ), i benefici però erano superiori all’angoscia.  Quindi avere l’opportunità di visitare i luoghi delle tragedie sembrava portare benefici.

Fonte: https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/20008198.2018.1463795

 

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