Il successo del video gioco più famoso al mondo che rende dipendenti i nostri figli si chiama Fortnite

Se non avete mai sentito parlare di Fortnite, probabilmente non avete attorno né bambini (sopra gli 8 anni) né ragazzi.

Ma di sicuro li avete visto ballare, ovunque passi di ‘hip hop’ ovunque a scuola per strada per i negozi.

Si tratta del videogioco più popolare del momento. In pochi mesi ha raggiunto i 200 milioni di utenti registrati e ogni giorno può contare su circa 30 milioni di giocatori attivi.

Un successo tale da avere sdoganato anche tra chi non l’ha mai provato alcuni “movimenti” e “balletti” dei suoi personaggi.

Tre i criteri decisivi secondo l’OMS

Come capire se una persona soffre di questa dipendenza? I criteri – secondo l’Oms – sono tre. Il primo: «una serie di comportamenti persistenti o ricorrenti che prendono il sopravvento sugli altri interessi della vita». In secondo luogo, «anche quando si manifestano le conseguenze negative dei comportamenti, non si riesce a controllarli» e, ultimo, «il fatto che questi atteggiamenti portano a problemi nella vita personale, familiare e sociale, con impatti anche fisici, dai disturbi del sonno ai problemi alimentari», ha spiegato Vladimir Poznyak, del Dipartimento per la salute mentale dell’Oms. La definizione di “malattia mentale” ha l’obiettivo di aiutare i medici a formulare la diagnosi. «Abbiamo deciso di inserire questa nuova patologia sulla base degli ultimi sviluppi delle conoscenze sul tema» ha aggiunto Poznyak.

Per essere riconosciuto come problema mentale, il gaming disorder deve durare almeno 12 mesi, ma ci possono essere eccezioni per casi particolarmente gravi. Chiaramente non tutti i videogiocatori soffrono del disturbo: anzi, i “malati” sono solo una minima parte.

Noi come comunità di psicologi consigliamo ai genitori di vigilare attentamente ripristinando regole precise ai propri figli.

Risorse:

https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/il-successo-di-fortnitee-i-problemi-che-porta

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