I traumi indiretti indirizzato agli professionisti


I professionisti che lavorano con sopravvissuti di  esperienze traumatiche sono soggetti a traumi indiretti. Ciò significa che potrebbero’ sentirsi soprafatti dalla continua esposizione a esperienze traumatiche vissute dai loro pazienti.

Il modo in cui i trauma-terapisti vivono e sperimentano il mondo, può essere influenzato ogni volta quando si accedee in una seduta nel mondo del cliente traumatizzato, dove si rischia di rimanerne intrappolati, anche se  lavorare con il trauma può essere molto gratificante, ciò non toglie che essa può anche  risultare  molto difficile e doloroso. 

I cambiamenti che la maggior parte degli professionisti sperimentano possono riguardare:  la loro identità, visione del mondo, la spiritualità il mondo delle relazioni professionali, ma soprattutto esse possono modificare anche quelle personali.

I segni e i sintomi del trauma indiretto assomigliano a quelli del trauma diretto. Secondo la ISTSS (International Traumatic study society) si possono verificare:

  • immagini e pensieri intrusivi,
  • ipereccitazione fisiologica,
  • disregolazione,
  • evitamento,
  • ansia,
  • interruzioni nelle relazioni personali o professionali,o difficoltà nella gestione dei confini e ritiro sociale
  • incubi o difficoltà a dormire, mangiare troppo, abusare di alcol.

 Lavorare con clienti che hanno avuto esperienze traumatiche specifiche può influenzare anche il trattamento stesso. Ad esempio, chi lavora con i sopravvissuti ad abusi sessuali può avere difficoltà sessuali, viceversa chi lavora con persone che hanno avuto  incidenti stradali può trovarsi  sentire più ansia durante i viaggi.

Chi sono gli  interessati?

Chiunque è in relazione e vive con i sopravvissuti di un  trauma  o si impegna ad aiutarli può essere colpito da un trauma indiretto o indiretto.a sopratutto sono esposti i professionisti che offrono aiuto come : psicologi, personale di accoglienza, avvocati, operatori sanitari, sacerdoti, giornalisti, ricercatori e studiosi del trauma, primi soccorritori, o volontari.

Come avviene il trauma indiretto?

Molti di coloro che lavorano con i sopravvissuti al trauma lo trovano arricchente e gratificante. Tuttavia, apprendo i loro cuori e le loro menti all’esperienza dei sopravvissuti al trauma e affrontando i loro racconti peggiori come: torture, violenze, aggressioni,abusi, sadismo, i terapeuti in modo indiretto vengono esposti a moltissime emozioni e costrutti negativi queste sono: spiritualità danneggiata, la vergogna, l’orrore, rabbia, dolore, paura, tristezza tutte emozioni che in primis sono provate dalle vittime.

Che cosa alimenta il trauma indiretto?

Il trauma indiretto, come il trauma diretto, nasce da un’interazione tra la persona (o il treater) e la situazione. Il trauma indiretto sembrerà diverso per ogni persona. Alcune delle caratteristiche soggettive del treater “colui che offre cura” possono contribuire al trauma indiretto, come la storia personale e imodi di affrontare la sfida, l’angoscia e le circostanze della vita attuale (ad esempio sono fattori di stress). Inoltre, i modi in cui i terapeuti lavorano con i sopravvissuti possono contribuire a un trauma indiretto. Ad esempio, gestire i confini in modo efficace può aiutare a proteggere il professionista dal trauma indiretto.

Qual è il costo del trauma indiretto?

Il trauma indiretto può avere effetti negativi sull’individuo,sui familiari, amici e clienti. I professionisti “traumatologi” che non si occupano del loro trauma indiretto sono a rischio di diventare inefficaci anche nel loro lavoro, possono violare a volte i confini terapeutici ritirandosi dagli amici, dalla famiglia e dai colleghi e formulando giudizi sbagliati. Potrebbero sperimentare il burnout e diventare un peso per i colleghi o lasciare il campo prematuramente, o diventare cinici.

Cosa possono fare i professionisti che trattano il  Trauma?

Il primo passo in ogni processo di cambiamento è riconoscere il problema. Facciamo un altro passo avanti quando  ad esempio normalizziamo le nostre risposte al lavoro,creando confini saldi tra il lavoro e vita privata. Siamo in grado di gestire i traumi indiretti se ci prendiamo in primis cura  di  noi stessi e siamo in grado di bilanciare lavoro, gioco, riposo ed esercizio fisico.

Inoltre, i terapeuti sono ben protetti  anche da una adeguata formazione professionale e dalla continua supervisione  con i loro colleghi.  Alcuni traumatologi trovano utile bilanciare la loro vita  facendo altri  lavori, che nulla hanno a che fare con la psicoterapiaOgni individuo deve trovare il modo di riconnettersi con qualsiasi cosa nella vita,  che sia soprattutto significativa . La speranza e una vita ricca di significato sono due dei doni primarii che possono essere minate da un trauma indiretto. Ripristinarle è uno degli obiettivi terapeutici per ognuno di noi.

Elton Kazanxhi  (EMI ITALY) Psicologo Practitioner EMDR, EMI Specialista in Psicotraumatologia. www.emiitaly.com

Bibliografia

https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/20008198.2018.1533370

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