Stabilità e Integrazione sensoriale

Quando si parla di stabilità nel campo della psicotraumatologia si aprono mille idee ma per la maggior parte molte sono astratte.

Molti approcci tra cui Emdr, tecniche cognitive o ipnotiche per stabilizzare il cliente fanno capo alla immaginazione del cliente per creare il safe place.

Credo che l’approccio corporeo sensoriale anche per esperienza personale sia invece molto più veloce e rapido nel ristabilire un nuovo stato corporeo nei miei clienti.

Mi ha colpito profondamente il lavoro di IDA Rolf e il suo approccio che lei chiama Rolfing.

Cosa è il Rolfing e come possiamo integrarla nel nostro lavoro. Qui di seguito un articolo breve sul rolfing.

Cresciuta nel Bronx, Ida Rolf sin da piccola è stata una studentessa molto dotata, ha conseguito il Phd in Biochimica al “College of Physicians and Surgeons” presso la Columbia University.

Ha sempre visto la medicina dell’epoca limitata e incapace di abbracciare completamente le problematiche del corpo. Il campo medico di allora infatti, era in grado di dare una visione molto settoriale e poco olistica del disagio. Ida Rolf dedicò quindi buona parte della sua carriera a conoscere e a mettere in pratica altri approcci ai margini di quello medico come l’osteopatia, la chiropratica e altre discipline più orientali come lo Yoga e gli studi di Korzybski sulla coscienza.

Da qui prese origine l’integrazione strutturale, in seguito meglio nota come “Rolfing”. Essa è la somma conclusiva di tutte le sue esperienze.

La sua visione integrata le ha permesso di guardare ai problemi del corpo da una prospettiva più ampia allargando i suoi punti di vista. In definitiva il Rolfing è stato il frutto del lavoro della vita intera di Ida Rolf. Così come ideato il Rolfing è un intervento corporeo profondo. Le manovre sulla muscolatura, i cosiddetti “strokes”, permettendo spesso di liberare i tessuti completamente.

Una corazza corporea (Lowen) cronicizzata anche da anni può essere gradualmente modificata sotto l’effetto delle dieci sessioni di trattamento.

L’effetto di tale intervento si verifica nella postura, nei movimenti, e nella deambulazione.

Il percorso, che si svolge in un ciclo di dieci incontri individuali, inizia con un colloquio preliminare. Si passa poi ad una parte interattiva in cui il Rolfer osserva il cliente prima nella sua posizione eretta e stabile, poi mentre cammina. Questo serve a riconoscere i principali squilibri. L’intervento vero e proprio avviene invece in posizione supina o prona sul un lettino. Le manipolazioni si svolgono attraverso un tocco sensibile e deciso al tempo stesso, questa è la chiave per liberare in ogni area le restrizioni e gli schemi motori che costringono il tessuto. Al termine dell’intervento, personalizzato per ciascun individuo, il cliente viene fatto alzare nuovamente in piedi per valutare la nuova mobilità nel camminare e muoversi nello spazio.

Molti terapisti che usano il corpo durante le Sedute

Possono introdurre anche esercizi di dialogo gestaltico con le parti del corpo contratte, questo servirà all’operatore per valutare la dinamicità delle manovre.

Spesso ad una seduta di touch Therapy o di stabilizzazione io personalmente alterno poi sedute con la Eye Movement Integration Therapy ®.

In cui l’obiettivo è quello di integrare anche i ricordi negativi della persona.

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