Come funziona l’EMI?

Tutti penso abbiano sentito parlare di movimenti oculari e desensibilizzazione. Ovvero Emdr.

L’EMI sta per integrazione e movimenti oculari, anche essa si basa sull’utilizzo di movimenti oculari che aiutano  il cervello e il corpo ad elaborare un trauma “congelato”.

Viene spesso descritta come una Neuroterapia, essa permette ai clienti l’elaborazione degli effetti del trauma che, risiedono nella memoria a breve termine e che ancora influenzano la  loro vita.

L’ elaborazione dei  diversi ricordi associati al trauma, ne permette l’integrazione e  la memorizzazione all’ interno della  memoria a lungo termine, in questo modo i ricordi diventano emotivamente meno di impatto.

Anche i sintomi fisici potrebbero scomparire o essere notevolmente ridotti. I clienti ricordano ancora le loro esperienze ma la carica emotiva sarà notevolmente ridotta.

Cosa può essere trattato con EMI?

L’EMI è utile per molti disturbi tra cui il trauma definito “lieve” (ad esempio fobie o incidenti ) sono noti come trauma di Tipo 1, sia con traumi più gravi noti come trauma di Tipo 2, che spesso causano lo sviluppo del disturbo post traumatico da stress.

Se si parla di pstd abbiamo ripetute negligenze relazionali, esperienze di guerra, abusi sessuali, abusi psicologici persino alcuni tipi di depressione, ansia e dipendenza sono collegate al trauma non trattato.

Il trattamento per il trauma di Tipo 1 richiede in genere una o due sessioni, mentre il Tipo 2 potrebbe richiederne un numero maggiore.

La formazione EMI in Italia è viene fatta attraverso i corsi di formazione organizzati dalla EMI ITALY ASSOCIATION ®.

I partecipanti ai nostri corsi hanno riferito nella giornata di supervisione risultati molto impressionanti con i clienti che presentavano un trauma di Tipo 1.

Ad es esempio Laura ha utilizzato l’EMI come parte della terapia con alcuni dei sui clienti e ha notato che quelli con un trauma di Tipo 2 PTSD complesso, erano in grado di rielaborare alcune sensazioni rimaste congelate nel corpo da anni.

L’io di una sua cliente era in grado di disconnettersi dalle parti di sé traumatizzate e di creare un “Io integrato”, una parte interiore più sana in grado di capire che la guarigione è possibile e che solo alcune parti erano danneggiate non il loro intero Sé. EMI sembra anche aiutarli ad imparare a prendersi cura delle parti ferite invece di identificarsi con loro

Gli studi concludono che il miglioramento generale nei traumi di Tipo 1 e Tipo 2 si trova tra il 50 e l’85% circa.

Il corso EMI prevede dalle due alle tre giornate di formazione, dopo le quali è possibile iniziare a praticare quanto appreso.

Successivamente è necessario partecipare alle giornate di supervisione che si terranno dopo pochi mesi.

La data nella quale verrà svolta quest’ultima sarà concordata dai partecipanti durante le giornate di formazione al fine di assicurasi che tutti siano presenti, in quanto l’attestato verrà rilasciato solo dopo il completamento di questa giornata.

Se ti è piaciuto l’articolo visita anche il sito della EMi ITALY ASSOCIATION ®.

http://www.emiitaly.com.

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